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Nese
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mweqNese [ˈneːze] (mwewNés [ˈnes] in mwfqdialetto bergamascocite-ref-1[1]) è una frazione del comune di mwggAlzano Lombardo, in mwgwprovincia di Bergamo, in mwhaLombardia. Già comune autonomo con frazioni Busa, mwhqOlera, mwhgBurro e mwhwMonte di Nese, nel 1939 venne aggregato al comune di mwiaAlzano Lombardo, nato nel 1927 dalla fusione di mwiqAlzano Maggiore e mwigAlzano Sopra.
Contents
• Storia
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Situato sulla destra orografica della mwkwval Seriana, a circa sette chilometri da mwlaBergamo, la frazione di Nese si trova al termine della piccola valle del Nesa che, percorsa dall'mwlgomonimo torrente, degrada dai monti Filaressa e mwlwCanto Alto, spartiacque con la mwmaval Brembana.
Il borgo, ormai fuso in un unico nucleo abitativo con il capoluogo mwmgAlzano Lombardo, confina a Nord con mwmwBurro e Busa ed a Nord-Ovest con mwnaOlera, frazioni alzanesi. Ad Ovest il monte Zuccone e, nel tratto più a valle, il torrente mwnqNesa lo dividono amministrativamente dal comune di mwngRanica, mentre ad Est è delimitato da Alzano Lombardo e dall'altra frazione di mwnwBrumano mediante una linea di confine che include soltanto la base dei colli Frontale e Ganda.
Fin dall'epoca medievale il comune di Nese ha incluso nei suoi confini anche le località della mwoqBusa e di mwogBurro. La prima è posta alla confluenza tra la valle del Nesa con quella proveniente da Olera, mentre la seconda è situata poco più in alto, ad un'altezza di circa 550 mwowm s.l.m. La superficie comunale era pari a 478 mwpaettari, saliti poi a 908 dopo l'annessione delle frazioni di Olera, avvenuta nel mwpq1925 e di Monte di Nese, nel mwpg1928.
Per ciò che concerne l'idrografia il principale corso d'acqua è il mwqaNesa, affluente del Serio da destra, che lega il proprio nome a quello del borgo, percorrendolo da Nord a Sud. È inoltre presente un canale artificiale, denominato mwqqRoggia Serio Grande, che fin dall'epoca medievale solca la porzione meridionale del territorio anesiate.
Origini del nome
Tutt'altro che certa è l'origine del nome. Un'ipotesi vorrebbe farlo derivare da mwraAni, divinità mwrqetrusca equivalente al romano mwrgGiano, mentre un'altra congettura lo farebbe dipendere da mwrwNesa, corso d'acqua che attraversa il paese. Quest'ultimo sarebbe collegabile al sostantivo mwsalatino mwsqamnis, che starebbe ad indicare una corrente impetuosa, un torrente rapido. Il paese inoltre, era un luogo importante nella Bergomum di età romana (conosciuto con il nome di "Anesia"), posto in prossimità dell'importante mwsgVia Mercatorum, importante insieme di sentieri e mulattiere che collegava comuni della mwswVal Seriana e della mwtaVal Brembana.
Storia
I primi insediamenti risalirebbero al mwuwVI secolo a.C., quando nella zona si stabilirono popolazioni di origine ligure, dedite alla pastorizia, tra cui gli mwvaOrobi. Ad essi si aggiunsero ed integrarono, a partire dal mwvqV secolo a.C., le popolazioni di ceppo celtico, tra cui i mwvgGalli Cenomani. Questi ultimi si stanziarono prevalentemente nella valle del Nesa, costituendo primitivi accampamenti presso Nese e Brumano.
Tuttavia la prima vera e propria opera di urbanizzazione fu opera dei mwwqRomani, che conquistarono la zona e la sottoposero a centuriazione, ovvero ad una suddivisione dei terreni a più proprietari, a partire dal mwwgI secolo d.C.. Questa opera assegnò appezzamenti più o meno vasti a coloni e veterani di guerra, di origine o acquisizione romana, i quali bonificarono i terreni al fine di poterli sfruttare per coltivazioni agricole ed allevamento di bestiame.
A quel periodo risale inoltre una lapide, considerata il principale reperto storico rinvenuto nei confini comunali ed ora custodita presso il mwxaMuseo archeologico di Bergamo, ritrovata verso la metà del mwxqXIX secolo nel campanile della chiesa parrocchiale di San Giorgio. Databile al mwxgI secolo d.C., descrive un lascito effettuato da tale “Sura” agli abitanti di Nese e di Brumano, definendoli come mwxw“vicanis”, fornendo importanti indicazioni su come anche quei due piccoli borghi fossero a loro volta elevati al rango di mwyavicus. In ogni caso, durante l'epoca romana questi centri avevano dimensioni molto ridotte e si basavano principalmente sulla pastorizia.
Nel corso del mwygVI secolo si verificò l'arrivo dei mwywLongobardi, che insediarono presso Nese lo mwzasculdascio, un funzionario minore dipendente dai mwzqgastaldi, a loro volta legati direttamente al re. Questa popolazione si radicò notevolmente sul territorio, influenzando a lungo gli usi degli abitanti: si consideri infatti che il diritto longobardo rimase “de facto” attivo nelle consuetudini della popolazione fino al mwzgXV secolo.
Nell'mwaaVIII secolo ai longobardi subentrarono i mwaqFranchi che, al contrario dei predecessori, rimasero estranei alla vita sociale e politica dei territori assoggettati, nei quali instaurarono un mwagsistema feudale, inserito nell'ambito del mwawSacro Romano Impero. A tal riguardo nel mwba974 l'imperatore mwbqOttone II investì Ambrogio I, Vescovo di Bergamo, del titolo di Signore delle terre della valle Seriana, sulle quali aveva giurisdizione in ambito civile, penale ed ecclesiastico. Anche i primi documenti in cui viene citato il nome del paese risalgono al mwbgX secolo, precisamente al mwbw910, quando si trova menzionato il nome di mwcaAnesio.
Ben presto però l'autorità vescovile cominciò a rivelarsi opprimente per i borghi che richiedevano una sempre maggiore autonomia: tra il mwdgXII ed il mwdwXIII secolo Nese riuscì ad emanciparsi, ergendosi a comune posto sotto il controllo della città di mweaBergamo, che lo inserì nella circoscrizione denominata “Facta della porta di mweqSan Lorenzo”.
Inizialmente Nese (in quei tempi citato come mwewAnexie) venne incluso in un comune posto direttamente alle dipendenze della città di Bergamo, in cui erano compresi anche i borghi di mwfaMonte di Nese e mwfqPonteranica. Nel mwfg1466 si separò da quest'ultimo paese, dando vita ad una nuova realtà comunale nella quale vennero inseriti anche Monte di Nese e le località di mwfwBurro e della mwgaBusa. Questa nuova condizione permise ai comuni di gestire in autonomia lo sfruttamento dei boschi e dei pascoli, di poter definire confini amministrativi e viabilità, di organizzare liberamente il culto e di gestire l'utilizzo delle acque della mwgqroggia Serio Grande.
Ben presto tuttavia cominciarono a verificarsi attriti tra gli abitanti, divisi tra mwhwguelfi e ghibellini, che raggiunsero livelli di recrudescenza inauditi. Nese si schierò con la fazione guelfa, ma non vide sorgere sul proprio territorio strutture di difesa. Ciò nonostante numerosi furono gli episodi tragici accaduti tra la fine del mwiaXIV secolo e l'inizio del mwiqXV. Il 22 giugno mwig1379 Giovanni de Sicha, capitano del ghibellino mwiwBernabò Visconti, diede alle fiamme il borgo di Nese, al pari di quello di mwjaRanica, dando inoltre battaglia presso Alzano Maggiore.
Soltanto l'arrivo della mwkqRepubblica di Venezia mise la parola fine a queste lotte, portando un periodo di relativa quiete. Nel frattempo la zona aveva acquisito discreta importanza anche a livello commerciale per via dell'esistenza di una strada, la cosiddetta mwkgvia Mercatorum, che permetteva il passaggio di persone e merci dirette verso la mwkwval Brembana, in quei tempi difficilmente raggiungibile utilizzando gli impervi sentieri del fondovalle brembano.
Questa strada lastricata si sviluppava dalla città di mwlqBergamo ed in breve arrivava ad Alzano, da cui si diramava una via secondaria al tragitto principale (che raggiungeva Nembro e saliva a mwlgSalmezza), che percorreva la valle del Nesa fino a mwlwMonte di Nese. Da qui i traffici seguivano altre due strade alternative: la prima scendeva direttamente a mwmaPoscante, la seconda si ricollegava a Salmezza da cui giungeva a mwmqSelvino e poi a mwmgTrafficanti (frazione di mwmwCosta Serina), ed infine a mwnaSerina. Da essa Nese trasse notevoli benefici economici, mediante la presenza di locande che ospitavano i viandanti e di stazioni per il cambio dei cavalli. I secoli seguenti furono contrassegnati dal dominio della mwnqSerenissima e da una condizione di stabilità sociale e politica che mancava da parecchi secoli. Tuttavia la dominazione veneta era mal sopportata dalla locale borghesia, tanto che qui si verificò una delle prime rimostranze contro i veneziani. Era il mwng1793 quando Giovanni Maria Gritti, console del comune di Nese organizzò, contro l'elevato prezzo delle farine, una protesta che arrivò fino alle autorità della città. L'esito fu negativo, con i promotori imprigionati dal governo cittadino.
In ogni caso dopo soli quattro anni l'intera regione, in seguito al mwoatrattato di Campoformio, fu assoggettata alla mwoqnapoleonica mwogRepubblica Cispadana. Questa nel mwow1809, nell'ambito di un'ampia opera di riorganizzazione delle realtà comunali, unì Nese al vicino comune di Alzano Maggiore. Tuttavia nel mwpa1816, in seguito al passaggio della zona all'austriaco mwpqRegno Lombardo-Veneto, Nese riacquisì la propria autonomia amministrativa.
Nella seconda parte del mwpwXX secolo il comune fu soggetto ad un tumultuoso sviluppo urbanistico, sociale ed economico, con numerose aziende che si insediarono sul territorio, su tutte la mwqaZerowatt. Anche la popolazione crebbe in modo esponenziale: si consideri difatti che nei due secoli precedenti, precisamente tra il mwqq1575 ed il mwqg1818, il numero degli abitanti aveva segnato un lieve aumento (da 587 a 670), mentre già nel mwqw1902 questi erano quasi triplicati, raggiungendo la considerevole cifra di 1.800, salita ulteriormente a 3.044 nel mwra1939, anno in cui venne aggregato definitivamente ad mwrqAlzano Lombardo.
Con la chiusura dello stabilimento della Zerowatt, avvenuta nel 2001, il paese perse la sua connotazione industriale ed artigianale, mantenendo solo caratteristiche residenziali. L'importanza che l'azienda ha ricoperto per il paese è evidenziata sia dall'intitolazione della via di accesso al polo industriale, sia da un'opera dell ' Artista mwrwFrancesco Lussana.
Luoghi d'interesse
L'edificio di maggior interesse presente sul territorio è indubbiamente la mwtgchiesa parrocchiale di san Giorgio martire. Le sue origini sono antichissime, dato che la struttura originale pare sia antecedente all'anno mwtw1000, anche se già nel mwua1296 venne completamente rifatta sul perimetro della precedente e dedicata a san Giorgio e sant'Agnese. Nella successiva riedificazione, avvenuta nel mwuq1655, vennero aggiunte due campate con quattro archi a tutto sesto, mentre vennero conservati il coro, l'attigua cappelletta dei morti (nota anche come chiesa del Crocifisso) e la sacrestia. Quest'ultima venne rifatta nel mwug1732 su progetto di mwuwGiovan Battista Caniana.
All'interno vi erano degli affreschi di mwvqBartolomeo Vivarini, venduti poi all'inizio del mwvgXIX secolo. La chiesa risale invece al periodo compreso tra il mwvw1846 ed il mwwa1850, e venne costruita sul perimetro della precedente su progetto dell'architetto Giuseppe Berlendis. La struttura è a una sola navata sul fondo della quale si apre l'abside con l'altare. La volta è decorata con episodi della vita di san Giorgio, mentre la facciata, eseguita nel mwwq1933 su progetto di Luigi Angelini, è composta da lastre di marmo grigio. All'interno si trovano interessanti dipinti di mwwgGian Paolo Cavagna, mwwwPalma il Giovane e Giovanni Carobbio, ai quali vanno aggiunte le opere presenti nella sacrestia, tra le quali si segnalano la mwxaMadonna in trono con i santi Narno e Marco, sempre del Cavagna, la mwxq Morte di san Giuseppe di mwxgAntonio Cifrondi, e le sculture in legno eseguite della bottega dei mwxwCaniana.
Sul lato destro dello stesso corpo strutturale si trova la chiesa del Crocefisso, conosciuta anche come chiesa dei morti. Ad essa si può accedere sia tramite un ingresso esterno che da una porta nella parete della parrocchiale. Edificata nel corso del mwzgXVII secolo per ospitare le sepolture, ha dimensioni molto ridotte ed una navata singola con due campate. All'interno, oltre alle volte decorate con colori vivaci, si trovano i dipinti di mwzwCarlo Ceresa (mw0aCristo in croce adorato da Madonna) e di Federico Ferrari (appartenente alla scuola del mw0qTintoretto).
Ai limiti dell'abitato si trova inoltre il mw0wsantuario dell'Assunta di Grumasone, noto anche come mw1aMadonna del giglio. Questa all'inizio del mw1qXVI secolo era una piccola santella situata lontana dal centro storico, a metà strada tra Nese e la frazione mw1gBusa, ed utilizzata da commercianti e viandanti in quanto posta sulla strada utilizzata come collegamento tra mw1wBergamo e la mw2aval Brembana. Nella seconda metà dello stesso secolo venne ingrandita fino a raggiungere le dimensioni di una chiesa vera e propria, mentre raggiunse la struttura attuale, a navata singola con tre campate, in seguito all'ampliamento del mw2qXVII secolo. Interessanti le opere custodite, che includono decorazioni settecentesche, i dipinti della vita di Maria, la tela dell’mw2gAssunta eseguita dal Cavagna, l'altare, opera della bottega dei Caniana e una "mw2wMadonna col Bambino", scultura lignea di fine quattrocento di mw3aPietro Bussolo.
Nella frazione mw3gBusa si trova infine la mw3wchiesa della Santissima Trinità, le cui origini riconducono al mw4aXIV secolo. Tuttavia della struttura originale non resta più nulla, per via dei successivi rifacimenti avvenuti nel mw4qXVII secolo, quando vennero aggiunti anche campanile ed altari, e del mw4gXVIII secolo, con la modifica dell'abside.
La navata è singola, scandita da tre campate, mentre all'interno si trova l'altare maggiore, opera della bottega dei Caniana, e tre tele, tra le quali spicca la mw5aTrinità, attribuita a mw5qVincenzo Angelo Orelli.
Attività sportive
Come attività sportive in questa frazione c'è l'U.S.O. AlzaNese, che ha 300 iscritti circa tra pallavolo e calcio. La prima squadra milita nel campionato di mw6aTerza Categoria della mw6qprovincia di Bergamo.
Note
Bibliografia
• mw-qPaesi e luoghi di Bergamo. Note di etimologia di oltre 1.000 toponimi, Umberto Zanetti. Bergamo, 1985
• mw-wAtlante storico del territorio bergamasco, Monumenta Bergomensia LXX, Paolo Oscar e Oreste Belotti.
• mw-qAlzano nei secoli, Angelo Mandelli, Bergamo, 1988.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mwaqkPro Loco di Alzano Lombardo, su proloco-alzano.it. URL consultato il 9 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2013).